Posted on febbraio 1, 2007 at 11:25 am

Se il web2.0 fosse instabile…

Volevo già replicare questa notte verso la 1.30am, quando ho letto via feed il post di Marco, ma non ce la facevo: hanno avuto la meglio le mie palpebre pesanti, ma poco fa ho letto un post a riguardo anche sul blog di Napolux ergo non posso esimermi dal scrivere cosa ne penso anche io.

La preoccupazione di Marco e quella di Napolux sono imho fondate, perchè se chiudesse qualche servizio da aggregatori online, gestori di dati… alla 2.0, ci sarebbe, come problema iniziale minimo, poi anche non tanto minimo, sicuramente la perdita del tempo nell’ inserimento dati da parte dell’ utente, dell’ usufruitore del servizio (pensiamo ai blog rimpinzati di contenuti, da gestore di feed ad aggregatori di video… c’è da sbizzarrirsi ma la mia fantasia ora è un po sotto 0).

Come diceva bene Napolux, lui opta per l’ esportazione e quindi un backup dei dati che demanda ai servizi che utilizza online, per averne una copia.

Qui mi sento di intervenire dicendo che imho la cosa da tener presente, ok un servizio chiude, non posso più gestirmi i dati con tale servizio, allora che faccio?

Prmo passo è quello di avere una copia dei dati che può andare da un file in xml ad un backup di un database in formato sql, che è fondamentale per la soluzione che ho in testa e poi capire che TUTTI dovremmo muoverci verso i formati aperti (detta in 2 parole - formati di file che, anche se per una malaugurata sorte M$ Office sparisse, un altro programma fra 2 secoli potrebbe prendere il posto suo ed aprire il documento lo stesso)

Da un lato c’è la seccatura di aver perso del tempo avendo affidato i dati ad un servizio che poi ha chiuso battenti, dall’ altro, ovvero la gestione dei servizi del web2.0 basati su formati aperti dovrebbe essere la base con cui gestirli.

I miei 2 cents.-

4 Responses to “Se il web2.0 fosse instabile…”

  1. stefigno on febbraio 1st, 2007 at 13:06 says:

    è un pensiero che costantemente mi assila. ( con tutti i problemi che uno ha,,,) ed ho sempre pensato alla sua implosione ( del web 2.0) e allo tsunami che attuerebbe nel web sarebbe imponente ,,,

  2. Davide Tommasin on febbraio 1st, 2007 at 13:14 says:

    Penso che sia un discorso preoccupante quanto generalistico, visto che i servizi del web 2.0 non si fermano ad una mera lista finita di tot punti.
    Cmq anche per me la situazione è preoccupante anche per la chiusura di uno solo, basta pensare all’ ipotesi portata in tavola da Napolux: se chiudesse de.li.cio.us imho se ne sentirebbe l’ eco del tonfo ;)

  3. Loska on febbraio 4th, 2007 at 14:01 says:

    Beh microsoft ha un pò segnato la propria resa inserendo l’addon per passare al formato aperto, ma speriamo che a questo passo ne seguano altri, nella stessa direzione.

  4. Davide Tommasin on febbraio 5th, 2007 at 21:32 says:

    @Loska: mah! io sono sempre stto dubbioso su M$ visto che imho da il contentino ma poi dall’ altra parte si prende tutto il braccio. Scusa la mia ignoranza, ma di che intendi per addon, ovvero mi spieghi che ha implementato M$ per passare al formato aperto?

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