Ho appreso via Terronista quanto ha messo in evidenza Luca riguardo la dichiarazione fatta dal Presidente della SIAE:
Cosa pensa della proposta di tassare anche gli abbonamenti a internet, partendo dal presupposto che sul web viaggiano comunque materiali protetti da copyright? «Ci stiamo studiando, la nostra vocazione è far pagare più soldi possibile, siamo valutando tutti i mezzi per incassare di più, ma dobbiamo anche pensare alla cultura, quindi vogliamo lasciare degli spazi di movimento.[...]
Come il famoso aumento dei CD e DVD vergini: tassati per sanare “una possibile” masterizzazione di materiale altrui coperto da copyright… che si masterizzi per una copia di backup, che si masterizzi delle copie delle foto digitali delle proprie vacanze, comunque la tassa esiste e la si deve pagare indiscriminatamente.
Questo potrebbe accadere ora anche per gli abbonamenti internet?
Io sono per la tecnologia e mi dispiace che in Italia si parli ancora di digital divide e sono anche dell’ opinione che, anche se è l’ era di “chi si ferma è perduto” e siamo tutti di corsa, bisognerebbe trovare il tempo di fermarsi un attimo e riflettere: ci si renderebbe conto che i problemi stanno molto più in profondità , verso le fondamenta e questa maniera di risolvere io la definirei “tappare i buchi” di un gavettone che prima o poi ci scoppierà in mano.
NOTA: questo post e le sue metafore sono state scritte alla 1:48am quindi perdonate l’ autore che non s quel che scriveva.
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Pinguino smanettone che si diverte ad usare GNU/Linux, a scambiare esperienza e conoscenza nel campo informatico e sportivo... in particolare per canoa e kayak.



Sarei disposto a pagare una minima tassa soltanto se poi avrei carta bianca per scaricare qualsiasi cosa voglio dal web, senza pagare e ad una velocità decente. Le nostre connessioni, rispetto al resto dell’Europa, sono davvero scandalose.
Da anni, guardo con invidia il sistema tedesco della viabilità su strada.
Come sapete, loro non hanno quasi nessun pedaggio autostradale.
I cittadini, tutti, pagano 20 Euro all’anno o giù di lì, e con quei soldi si mantengono quelle deliziose amplissime autostrade in mezzo ai boschi costruite dal baffetto psicopatico austriaco fin dagli anni ‘30.
E mi piacerebbe certo che l’idea venisse applicata anche alle autostrade digitali: come dicevo altrove, perché da cento anni i politici locali nell’imminenza delle lezioni, per farsi belli agli occhi della cittadinanza, provvedono a riasfaltare le strade, e a nessuno di loro viene in mente di sventolare in campagna elettorale le promesse di “più internet per tutti”?
Perché questa visione non fa parte del loro DNA culturale? Perché non capiscono i vantaggi economici ambientali culturali che porterebbe una rete ben fatta, anche ai prezzi attuali ma con centraline efficienti, connessioni buone, banda minima garantita di 40kbps?
Quelli della SIAE poi sono i peggiori di tutti, i più miopi in assoluto.
Tutta questa è gente 1.0, non può comprendere il cambiamento epocale che stiamo vivendo, non ragiona sul destinatario, non aggiorna i propri modelli culturali di riferimento.
Pensanon soltanto ai soldi, e non vedono che potrebbero farne altrettanti ma in altri modi, più rispettosi del mio diritto a conoscere tutto quello che esiste su questo pianeta.
Solstizio non posso che quotare in pieno il tuo commento aggiungendo e ribadendo il fatto che le cose dovrebbero cambiare principalmente da queste persone che hanno ancora radicata l’ immagine distrota della rete 1.0, non sanno che il web 2.0 è realtà ed è ora.
Soldi soldi soldi.. Ci chiedono sempre la stessa cosa, poi si lamentano se qualcuno cerca di arrangiarsi..
Non sono 1.0, solo 00 (vecchi termine desueto per cesso)!
Alex