Ecco che questa sera per l’ organizzazione del SunSplash sono andato come programmato alla cena/pizzata Ai 2 Delfini, con Carletto e bdm e con il Free Milk per organizzarci e discutere sul da farsi per Linux Camp e Internet Point.
Non è tutto… verso fine serata (la mia) dopo pizza, 2 litri e mezzo di birra, un limoncello ecco che passimo a bere un aperitivo in un bar a Palmanova.. bdm ordina un white russian e io naturalmente non posso essere da meno in quanto recidivo di una decina di visioni de “Il Grande Lebowsky”.
Niente male il white russian.. per nulla niente male. Mi sa che questo periodo diventerà il mio cocktail di fiducia
Il White Russian è un cocktail composto da 5/10 Vodka, 3/10 di liquore al caffè (preferibilmente la Kahlua, o in mancanza di essa il suo corrispettivo italiano, il Borghetti, che tuttavia è meno indicato in quanto più amaro) e 2/10 di panna liquida semimontata. Nonostante la gradazione alcolica non trascurabile (intorno ai 20 gradi in genere), presenta un gusto molto delicato e dolce, tanto da poter essere servito come “dessert”. Il nome tradotto vuol dire Russo bianco, si riferisce sia al colore bianco del drink e alla presenza della tipica Vodka russa sia, giocando sul significato delle parole, allo schieramento dei Bianchi (anti-bolscevichi) nella guerra civile russa. Il White Russian senza panna (dunque solo per metà Vodka e per metà liquore al caffè) è detto Black Russian a causa del suo colore nero.
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Pinguino smanettone che si diverte ad usare GNU/Linux, a scambiare esperienza e conoscenza nel campo informatico e sportivo... in particolare per canoa e kayak.



il Grande Lebowsky……semplicemente fantastico!!!!!!
Roberta
Ormai si può dire che ogni volta che lo rivedo per me è la prima… e te lo dice uno che ha consumato il DVD
PS: ti ho aggiustato il link al tuo blog
Non ho il piacere di conoscere pan (signore in polacco) Lebowsky, a posso garentirti che conosco il white russian, ma anche meglio il black russian, come può testimoniare Mario, il barman dell’Harry’s Bar di Frenze, dove una notte di trenta anni fa ho presu una balla da coma insieme ad amici fiorentini anche più comatosi di me…
Beh pan Lebowsky, Drugo per gli amici, è uno di quelli in puro stile _uno qualsiasi_ e ti invito a vederlo se ti capita, il film che merita.
Per il black russian devo provarlo.
Mario…mmm classico nome da barista, come cantava una canzone di Luciano Ligabue “…ci vediamo da Mario prima o poi… certe notti”.
Beh per quella serata che dire, mitico!!!
…Mica tanto, ho vomitato tre volte, enon ti dico il giorno dopo. Ma mi sono divertito come un matto…
mitico whiterussian, io per fortuna non ho vomitato quando l ho bevuto ma ricordo che cominciai a parlare il russo…:)
Da, ja vjierujiem (si, ci credo)!
Alex
Massimo dei voti al film e alla bevuta, che personalmente preferisco al “Black”, ma son gusti. A proposito di gusti e di Firenze, ad AAA Copywriter (o a chiunque si trovi in zona Firenze) suggerisco una degustazione di entrambi i “”Russian” al Caffè del Moro, conosciuto anche come Caffè degli Artisti: eccellente.
Rientro adesso proprio da Firenze. Conosco il caffè del Moro, ma stavolta la bevuta è restata contenuta tra le mura di casa Muraro…