Anam, il senza nome, si faceva chiamare così ad un certo punto della sua esistenza Tiziano Terzani, un uomo che ha viaggiato nel mondo e nella sua mente.

Ha saputo sfruttare coscentemente il fatto che sapeva di avere un “male incurabile” come direbbero gli “aggiustatori” come punto di partenza per viaggiare nella sua mente, ripercorrere la sua vita, ripensandola sotto punti di vista differenti e trovare un suo equilibrio per porsi come conseguenza le domande che camminano parallele all’ umanità , a quando tutto si è formato: le domande esistenziali del “chi sono” e “cosa ci faccio qui”.
Questo per introdurre il fatto che ho appena terminato di leggere “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani, Anam di cui sopra
Era già da più di un anno che volevo finire di leggere questo libro e lo avevo lasciato appena alle prime 70/80 pagine. Non ne sentivo la necessità ma, vuoi per cause di forza maggiore che in questo periodo mi hanno fatto stare a letto per parecchie setimane, vuoi per un fatto che il destino di ognuno di noi è già segnato, vuoi per un fatto mistico esistenziale o vedete voi come volete metterla, mi sono trovato tra le mani tal libro e nel giro di 5 o 6 giorni me lo sono letto ed il bello che le parole scorrevano come acqua in un ruscello.
Alla fine parla non tanto del suo viaggio per trovare la medicina per il cancro, non tanto di quello che i medici possono guarire nell’ imminente tragico evento di una malattia, ma di come l’ uomo possa trovare la cura a certe “malattie esistenziali” prendendone principalmente coscenza che tali malattie esistono, ma sono solo frutto di un’ illusione, del maya.
L’ ho riassunto con molta schiettezza ma vi garantisco che anche nella sua lettura semplice e scorrevole c’è molta profondità d’ animo che traspare da un giornalista che si fa chiamare Anam.
Pinguino smanettone che si diverte ad usare GNU/Linux, a scambiare esperienza e conoscenza nel campo informatico e sportivo... in particolare per canoa e kayak.


